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L'attacco ad una generazioneIl giornalista Samuelson su Newsweek scrive: "Gli studenti francesi che protestano pensano che basti andare in piazza e bruciare delle macchine per tenere lontano il futuro". La frase è di certo accattivante, perchè pone il problema letterariamente; ma non posso non fare due ragionamenti. Dunque. Tanti pseudo-liberali o conservatori (o idioti) come Samuelson continuano a farci bere la questione che sono gli stessi studenti che protestano ad incendiare le auto e a mettere violenza gratuita in piazza. E adesso basta. Finitela di scrivere sui giornali per far piacere ai padroni del giornale. Voi sì, voi stronzi giornalisti, avete paura del futuro da licenziati se scrivete le cose come stanno per davvero. Voi che vi svegliate alle 11 del mattino per copiare le notizie di agenzia e diventare sempre più grassi col vostro bel contratto di lavoro sicuro. Voi, merde. Giornalisti liberi di abbiare da mattina a sera per far venire duro il cazzo al vostro editore liberal e/o radical chic.E' ora di finirla quindi con queste puttanate: pochi delinquenti che bruciano auto o sfidano le forze dell'ordine non valgono 4 milioni di cittadini francesi di tutte le età ed estrazioni sociali che hanno protestato in questi mesi contro la distruzione ben più grave dei basilari diritti dei lavoratori e contro la distruzione progressiva dell'"immaginario progettuale" di una intera generazione che fa i "lavoretti" e versa metà dei propri guadagni ai padroni di casa o ai padroni dei servizi (elettricità, acqua, gas e telefonia); una generazione a cui è impedita l'esperienza del diventare adulti che non può fare altro che infantilizzarsi chiedendo aiuto alla famiglia fino a 40 anni. Questo genera psicosi regressive individuali e dissoluzione della capacità di socializzare, col risultato che i giovani sono sempre più soli, autoreferenziali e quando si trovano assieme si scambiano sempre meno contenuti o comunque sempre gli stessi per rafforzare il rapporto tribale, che quindi non apporta altro che una ulteriore infantilizzazione.
Quindi Vergogna per Samuelson, vergogna per chi sotto sotto ama le semplificazioni demagogiche e la pensa come lui. Valga per tutti invece una frase di Renato Curcio tratta dal libro che scrisse in carcere ("WKHY", 1984) che ben sintetizza il comportamento degli stati europei e del volere dei padroni capitalisti verso i giovani:
<< Lo stato è una escrescenza della società. E' un dispositivo di manipolazione delle paure, è la massima concentrazione di violenza organizzata di una classe contro l'altra. Lo stato è un sistema di poteri e di linguaggi che la classe dominante impone con la seduzione o con la forza per produrre e mantenere rapporti sociali alienati. >>.
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